martedì 10 giugno 2014

Un po' troppo defilato

Ai tempi della scuola media c'erano quelli che non sapevano giocare a calcio. O meglio, che non eccellevano nel ruolo del cannoniere, quello più riconoscibile e spettacolare, quello con il quale cucchi le ragazze e che, non essendo bravi a fare gol e rovesciate, si rifugiavano in un compito di nicchia, rassicurante perché poco visibile ma pur sempre necessario all'economia di una squadra: si mettevano a fare il portiere. Come a dire: non sono bravo a fare palleggi ma quando vi vedete il pomeriggio dopo scuola e fate quelle cose fiche da maschi mi dovete comunque coinvolgere, senza di me niente partita.
Poi arrivò il tempo del rock e delle garage band. Cominciai con velleità da chitarra solista ma, non avendo la classe e il carisma da frontman, mi riciclai in quel ruolo che più o meno è l'analogo del portiere: mi misi a suonare il basso.
A parte alcune eccezioni tipo Sting o McCartney, che a quanto ne so non avrebbero dovuto spaventarmi ma piuttosto venirmi in aiuto per confermare la regola, il bassista era quello a cui si richiedeva poco virtuosismo e zero visibilità, ma una costante e umile presenza; e, cosa più importante, senza di lui la band non suonava. Le caratteristiche calzavano perfettamente al mio io: era un ottimo metodo per presenziare alle prove e ai concertini degli anni universitari rimanendo sempre un po' defilato. Ruolo che pareva cucito su misura sulla la mia smania di appartenenza al gruppo unita al terrore di sbagliare. 
Poi un giorno partii per l'Erasmus e al mio ritorno ecco che mi avevano sostituito. Praticamente non se ne accorse nessuno. Troooooppo defilato.

martedì 3 giugno 2014

Bagni: due descrizioni

Il bagno era per lo più una doccia piastrellata dotata di un'infinita gamma di rubinetterie, con un'unica caratteristica decisamente non laodicea: la propensione, quando le usavi, ad aggredirti con un getto rovente o ghiacciato a seconda che il vicino aprisse l'acqua fredda o la calda, privandoti con ciò di un elemento indispensabile all'amalgama da te accuratamente preparato.

[Vladimir Vladimirovic Nabokov, Lolita, 1955]


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L'acqua che esce dal rubinetto dell'acqua calda è di un caldo con effetto esfoliante, ma occorre solo uno scatto della manopola della doccia per ottenere una temperatura perfetta di 37°C. Vorrei che a casa mia la pressione fosse proprio questa: la forza del telefono della doccia vi schiaccia senza via di scampo sulla parete opposta, e a 37°C la posizione MASSAGGIO vi fa ruotare gli occhi all'insù e lo sfintere dà segni di cedimento (...). Ma tutto questo non è niente rispetto al water, affascinante e potenzialmente diabolico, della 1009. Connubio armonioso di forme raffinate e vigorosa funzionalità, corredato di rotoli di carta così soffici che non presentano le solite perforazioni per lo strappo, il mio water è sormontato da questo avviso:

QUESTO WATER È DOTATO DI UN SISTEMA DI SCARICO AD ALTO TIRAGGIO, SI PREGA DI NON GETTARE NIENTE CHE RIFIUTI ORDINARI E CARTA IGIENICA
(...) 
I vostri escrementi più che rimossi sembrano risucchiati, e risucchiati a una velocità tale che vi fa pensare che vadano a finire in un luogo così lontano che diventano immediatamente un'astrazione... una specie di scarico ad alto tiraggio esistenziale.


[David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, 1997]


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Roma, Liceo Scientifico Carlo Rovelli, Corso di letteratura, anno scolastico 2077/2078.
Compito in classe:

Vladimir Nabokov e David Foster Wallace, due autori del Novecento ai quali abbiamo dedicato grande attenzione quest'anno, hanno in comune alcuni tratti: l'uno annovera l'altro tra le sue influenze, dagli scritti di entrambi spesso traspare una cinica ironia, non di rado ambientano le loro storie in un Mid West piatto e intensivamente maisizzato.
Tracci lo studente un parallelo tra i due autori citando alcuni brani delle loro opere più note. 



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Ecco. In questo ipotetico tema liceale del futuro io come brani da citare avrei scelto quei due del bagno.

(Non so dove l'ho letto, ma mi pare che DFW tenesse in camera un poster di Nabokov, più o meno come io tenevo quello dei Pink Floyd. Ho cercato in rete una foto che lo testimoniasse [di Wallace con Nabokov, non di me con i PF] ma senza successo; se la trovate fatemelo sapere: ve ne sarò mensilmente grato).

mercoledì 9 aprile 2014

Elenco di alcuni libri che avremmo potuto leggere

Diciamoci la verità: a conti fatti l’unico degli antichi che ci ha preso è stato Democrito.
Ai suoi tempi, o poco prima, i vari sapienti discutevano se il principio e l'essenza di tutto dovesse essere l’acqua (Talete), l’apeiron (Anassimandro), l’aria (Anassimene), il fuoco (Eraclito), l’Uno (Senofane e Parmenide), i quattro elementi tutti insieme (Empedocle). Arriviamo di questo passo senza grossi progressi fino al quarto secolo AC, ai tempi di Socrate, Platone e Aristotele, quando il nostro eroe se ne esce con una ipotesi modernissima, materialista, atomistica. Un frammento: "Opinione il dolce, opinione l'amaro, opinione il caldo, opinione il freddo, opinione il colore: in realtà soltanto gli atomi e il vuoto". Tutto confermato con poche varianti da Bohr e Einstein.
Democrito era una macchina da scrittura, produsse decine di opere sugli argomenti più disparati e dai pochi frammenti che ci sono stati tramandati si capisce che ci prendeva un po’ dovunque, con la stessa lungimiranza e lo stesso intuito dimostrati in fisica. Tutto questo sapere è andato perso nei secoli bui dell'ascesa del cristianesimo come unica religione e della distruzione della cultura pagana. Al contrario Aristotele, un tizio con la stessa grafomania di Democrito ma dall'intuito minore (era quello del sasso che cade perché va verso il suo luogo preferito, e dell’aria e del fuoco che vanno verso l’alto per lo stesso motivo), vide sopravvivere la quasi totalità delle sue opere grazie all'adozione della sua filosofia da parte del cristianesimo. Al solito prevale la cultura del vincitore.

Di seguito un elenco dei libri scritti da Democrito e perduti per sempre. 
Sapete quanto mi affascinano gli elenchi. Questo, in più, mi commuove.

Democrito (o forse Eraclito?)
Grande cosmologia; Piccola cosmologia; Cosmografia; Sui pianeti; Sulla natura; Sulla natura umana; Sull'intelligenza; Sulla sensazioni; Sull'anima; Sui sapori; Sui colori; Sulla diverse traiettorie degli atomi; Sulla mutazioni di configurazioni; Le cause dei fenomeni celesti; Le cause dei fenomeni atmosferici; Le cause del fuoco e dei fenomeni ignei; Le cause dei fenomeni acustici; Le cause degli animali; Descrizione del cielo; Geografia; Descrizione del polo; Sulla geometria; Le realtà geometriche; Sulla tangente al cerchio e alla sfera; I numeri; Sulle linee irrazionali e sui solidi; Proiezioni; Astronomia; Tavola astronomica; Sul raggio luminoso; Sulle immagini riflesse; Sui ritmi e sull'armonia; Sulla bellezza dei canti; Sull'eufonia e la cacofonia; Su Omero; Sulla correttezza e espressiva e linguistica; Sulle parole; Sulle denominazioni; Sul valore o sulla virtù; Sulla disposizione che caratterizza il sapiente; La scienza medica; Sull'agricoltura; Sulla pittura; La tattica; I peripli oceanici; Sulla storia; Il pensieri dei Caldei; Il pensiero dei Frigi; Sulle lettere sacre di Babilonia; Sulle lettere sacre di Meroe; Sulla febbre e le tossi biliari derivanti da malattia; Sulle aporie; Questioni legali; Pitagora; Sul canone dei ragionamenti; Le conferme; Appunti di etica; La felicità.


(L’elenco originale, ancora più ampio, è tramandato da Diogene Laerzio; io l’ho preso pari pari da un bellissimo e più recente libro di Carlo Rovelli, La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose. Ringrazio la figlia novenne per la dettatura).