lunedì 20 agosto 2012

Il mondo visto da qui

Le cose, viste da una certa distanza, assumono connotati più nitidi, bordi più netti, chiarezze inaspettate. Passeggiando tra le vette alpine ho capito che il mio lavoro, quello che svolgo cinque giorni su sette, duecentoventi giorni all'anno, consiste essenzialmente nell'applicare alcune procedure. E' quello che faccio da mane a sera. Di solito cerco di farlo bene, con tutto il buon senso di cui sono capace e tentando di gestire al meglio le complessità in cui inevitabilmente mi imbatto, ma alla fine si tratta di questo, applicare delle procedure. A volte capita che sia io stesso a stilare una procedura che poi qualcun'altro si troverà ad applicare, ma anche per elaborare una procedura seguo una procedura. Altre volte succede che io sia costretto a fare qualcosa al di fuori di procedura, e allora son problemi. Di solito me la cavo così: prima formulo una procedura adatta, e poi la applico. Mia moglie dice che mi comporto così anche a casa.

8 commenti:

  1. Interfacciarsi con le complessità?

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  2. Provo a cambiarlo, fammi sapere se stavolta è di tuo gradimento...

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  3. Tutto l'anno lei si reca in ufficio, con la metropolitana, dedicandosi ad astruse letture di autori sconosciuti ai più. Poi, sulle vette alpine, si interessa di procedure impiegatizie. Non crede sarebbe più opportuno invertire gli hobbie dedicandosi in vacanza alle vacanze?

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  4. In vacanza si fanno quei pensieri che la pressione della vita quotidiano inibiscono. Non sempre è positivo. Ma a volte si chiariscono questioni interessanti.

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    1. La pressione inibisce il cervello. L'ozio è la culla del pensiero. Anche se banale come il mio.

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    2. Banale mica tanto, almeno questo pensiero, negli altri non mi permetto di entrare. E a pensarci bene, tutte queste "procedure" sono diverse dagli ingranaggi di Chaplin in Tempi moderni?

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    3. Hai colto nel segno cara Pendolante. E' vero che un'organizzazione, tanto più se complessa come quella nella quale opero, sopravvive solo grazie alle sue procedure. E' altrettanto vero che alla fine queste disegnano una sorta di catena di montaggio nella quale ognuno conosce solo una piccola parte, proprio come Chaplin, e può al più svolgere questa al meglio, senza sperare di conoscere il tutto. L’assioma di base è che se le procedure sono ben disegnate, e ognuno svolge bene la sua piccola parte, il tutto funziona, a prescindere dal suo grado di complessità. Ma chissà se è vero: in base a questo principio anche il sistema finanziario mondiale avrebbe dovuto funzionare...

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