Napoli, giovedì 18 novembre. A questa città e ai suoi abitanti sono legato da un sentimento contrastante, fin da quando da piccolo venivo per visitare i parecchi parenti. Ne ho sempre apprezzato il senso dell'umorismo, la capacità di godere dei piccoli piaceri, l'empatia con i simili, ne ho sempre odiato l'arroganza, il pressapochismo e la totale mancanza di senso civico.
Intanto il tassista con cui sto chiacchierando scansa un altro cumulo di mondezza.
Mi racconta che a Casoria, dove abita, il comune si è organizzato per la raccolta differenziata, plastica, metallo, vetro e carta nei cassonetti colorati e umido nei punti di raccolta due volte a settimana. I bambini stanno imparando, per ora è un gioco di cui si parla anche a scuola, poi diventerà un'abitudine. Per le generazioni più vecchie sarà dura scardinare decenni di scarso senso civico, ma bisogna pur iniziare. Per ora pare che funzioni, la cittadina di Casoria è più pulita.
Funzionerebbe anche a Napoli e nei comuni più degradati? La raccolta differenziata trainata da un minimo di organizzazione e soprattutto da una maggiore educazione civica può bastare da sola a pulire la città? Forse è un po' troppo ottimistico, ma non ci potrebbe essere addirittura una rinascita di queste zone guidata dalla raccolta differenziata? Un ragazzino che butta il sacchetto dell'umido il giorno giusto all'ora giusta fa un sacrificio personale per la cura dell'ambiente in cui vive; con quel gesto, impara a rifiutare insieme alla sporcizia anche il disordine, l'inciviltà e il menefreghismo; e questo non è forse un primo e fondamentale passo verso il rifiuto dell'illegalità, della criminalità e della camorra quando sarà adulto?
Basterebbe forse lo spazio di una generazione per ottenere un effetto dirompente, che dal sacchetto arriva ad un senso della civiltà e della legalità completo.
Forse la crisi della mondezza è un'occasione per ripartire: come diceva il poeta "dal letame nascono i fior".
Un post buttato lì di getto, forse un po' retorico, ma tant'è.