giovedì 11 ottobre 2012

Crescita asimmetrica

Genitori e figli: in una situazione normale ci si aspetta una crescita equilibrata, i figli che imparano qualcosa sul mondo esterno alla famiglia, sul posto che occupano, sulle aspettative che cominciano a nutrire, i genitori dal loro canto che si migliorano su come affrontare la responsabilità dell’educatore, come capire le esigenze dei nuovi piccoli umani, come venire incontro ai loro problemi, alle loro insicurezze. Poi però ci sono casi in cui si coglie all'istante lo stridore e l'asimmetria tra le evoluzioni dei due gruppi. 
Tipo l'altro giorno a Termini, una signora diceva al figlio, porgendogli una felpa, “piccolo, mettiti qualcosa addosso, stai tremando”, scambiando per brividi di freddo una crisi d’astinenza del ventenne.

10 commenti:

  1. In un'ottica di crescita simmetrica, per capire le esigenze del figlio e venire incontro ai suoi problemi, cosa avrebbe dovuto porgere, l'amorevole mamma, al suo figliuolo?

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  2. Mia figlia porta, inconsaoevole, una maglietta arancione con su scritto "Genitori. Prima o poi crescono" . Ecco, io lo spero.

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  3. Qualcuno di voi, come me, crede che la regola del "si raccoglie ciò che si è seminato" valga anche nel caso dell'educazione dei figli? Così, giusto per sapere, visto che non più di tre giorni fa sostenere questa teoria (pur con tutti i distinguo di questo mondo) mi è costato un feroce litigio con un'amica.

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    1. Sostengo anche io. Purtroppo però a volte il seme viene ricoperto anche da "concime" di altri che possono rovinare la pianta...

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    2. Concordo, il più delle volte sii raccoglie ciò che si è seminato, ma il fattore C. non è da sottovalutare; perchè basta un Lucignolo qualsiasi, ma strepitosamente affascinante, o magari neanche tanto affascinante ma che li coglie in un momento di debolezza o di fragilità, questa si magari anche imputabile ad un nostro momento di disattenzione o errore di valutazione, per portarseli via, o per uncasinare anni di duro lavoro da genitore.

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    3. Ho il terrore dei Lucignoli. Del resto l'unica arma che ho per difendere la prole è fare un abbonamento da Tom Ponzi per farle seguire giorno e notte, ma non me lo posso permettere. Quindi continuo affidandomi anch'io al fattore C.

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  4. Còre e màmmeta.

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    1. ("core e mammeta" era riferito alla gentile elargizione materna di Demerol suggerita dal Tacchino più sopra)

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    2. perlomeno si sarebbe avvicinato di più al concetto ideale di "comprensione delle esigenze".

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