martedì 10 luglio 2012

Il più mirabile gioco linguistico

Qualche tempo fa scovai sul blog dell'esimio linguista e matematico Marco Fulvio Barozzi, in arte Popinga, questo post che riporta il più lungo testo palindromo mai composto in lingua italiana, ad opera di Giuseppe Varaldo, già citato giorni fa per le sue poesie monovocaliche. Non ho assolutamente nulla da aggiungere rispetto quanto detto dal Pop in quell'occasione, e ci mancherebbe, sarebbe come voler aggiungere ghiaccio a un Lagavulin, voglio solo riportare sul mio taccuino quel testo mirabile: si tratta di un'opera di equilibrismo e difficoltà incommensurabili, che merita di essere rimbalzata in rete quanto più possibile, anche da una sponda umile come questa.
Come fece il Pop a suo tempo, anch'io ho evidenziato in rosso la lettera centrale del palindromo, in modo da rendere più semplici (!?) eventuali controlli da parte vostra. Ultima cosa, il testo parla della vittoria dell'Italia ai campionati mondiali di calcio del 1982.
A voi l'Opera:


11 luglio 1982


Ai lati, a esordir, dama e re, Pertini trepida, tira lieti moccoli, dialoga - vocina, pipa... -, ricorre alle battute. È durata!... ne patì Trap: allena - mèritasi lodi testé - Juvitalia, mai amata.


Il boato n'eruppe su filato, mero atto d'ira: assorga da gai palati, ingoi l'arena! Si rise, noi: gara azzurra - felicità, reti - e ricca! Né tacerò pose, ire, rapidi miti; citerò paure... però meritan oro. Ci sono rari tiri? Sia! ma i latini eroi goderono di rigore - c'è fallo -; "Fatale far tale rete": lassa prosopopea nei peani dona aìre facile. Ma "fatale" malessere globi dilata, rene, vene ci necrotizza: ratto, vago, da finir al còre (l'oblierà? Dall'idea - l'Erinni! - trepiderà: tic e tac...)... Lapsus saliente (idra! sillabo!): non amai Cabrini; flusso acre - pus era? sudore? -, bile d'ittero ci assalì: risa brutali, amaro icore... Fiore italo, cari miei, secca, alidirà vizzito là, se sol - a foci nuove diretti, fisi - a metà recedete: l'itala idea di vis (i redivivi, noti, ilari miti!) trapasserà, inerte e vana, in italianità lisa, banal. Attutite relativa ira, correte: eterni onori n'avrete!


Sibili - tre "fi" - di arbitro: finita lì metà partita; reca loro l'animo di lotta, fidata ripresa! mira, birra ridà! attuta ire, bile! La si disse "eterea", la Catalogna: alla pari terrò cotali favolose ore... Notte molle, da re!


Poeti m'illusero "Va'!", "Fa'!", "Osa!") colla fusione - esile, serica, viva -, rime lepide, tra anelito d'età d'oro e rudezze d'orpello; così cederò all'eros, ai sensi rei; amai - l'amavo... – una grata città, la gag, la vita; nutro famosa cara sete, relativa a Lalo, Varese, De Falla, Petrassi, e Ravel, e Adam, e Nono... Sor... bene, totale opaca arte; né pago fui per attori, dive, divi (lo sarò?)... Là ogni avuto, mai sopito piacere s'evaporò, leggera falena era: se con amor, lì, alla cara - cotale! - virile sera - coi gaudi sereni, grevi da dare angine, beati - lo paragono, decàde a ludo, mollica, vile cineseria, onere. Sì! Taccola barocca allora rimane, meno mi tange: solo apatia apporterà, goffa noia...


Paride, Ettore e soci trovarono sì dure sorti - riverberare di pira desueta! - coi gelosi re dei Dori (trono era d'ira, Era, Muse); a Ilio nati e no, di elato tono, di rango, là tacitati - re... mogi -, videro Elleni libare, simil a Titani, su al Pergamo: idem i Renani e noi... "... caparbi", vaticinò - tono trepido -, ed ora tange là tale causale trofeo (coppa di rito è la meta della partita), trainer fisso; mìralo come l'anemone: fisso, raro, da elogi... D'animo nobile, divo mai, mai tetro, fatale varò la tattica.


Cito Gay, ognor abile devo dir: da Maracanà sono tacco, battuta... Ai lati issò vela l'ala latina Bruno: cerca la rete, si batte assai, opera lì, fora, rimargina... Bergomi, nauta ragazzo, riserra giù sì care fila: è l'età...


Coi gradi vedo - troppa la soavità... - capitano Dino, razza ladina. Rete vigila! dilàtati...!: la turba, l'arena, ti venera. Ad ogni rado, torpido e no, tirabile tiro, trapelò rapidità sua: parò (la tivù, lì, diè nitidi casi). Di tutto - fiero, mai di fatica, vivace - raccatta: e, se tarpate, le ali loro - è la verità - paion logore. Zoff (ùtinam !) è dei.. Parà: para... Piede, mani, tuffo: zero gol, noi a patire. Vale oro: lì, là... è l'età...


"Pratese, attacca! reca vivacità!", "Fidiamo!", "Rei sfottuti disaciditi!"... Nei diluvi, talora pausati, di parole partorite lì, baritone o di proto, da ring o da arene ("Vita nera là, brutalità tali da ligi veterani, da... lazzaroni!", "Dònati! pàcati! va'! osa!: l'apporto devi dar!", "Giocate leali, feraci!", "Su i garresi!", "Rozza gara!", "Tu, animo!", "Grèbani! Grami!", "Raro filare!"; poi: "Assaetta!", "Bis!" e "Ter!"), alacre, con urbanità, l'alalà levossi: "Italia!", a tutta bocca, tonò.


Sana cara Madrid, ove delibaron Goya... gotica città talora velata: forte ti amiamo! Vi delibo nomina di goleador a Rossi - fenomenale! -: mo', colà, rimossi freni artati (tra palle date male o tiri dappoco è forte la sua celata legnata), rode, o d'ipertono, tonicità, vibra. Pacione inane, rimediò magre, plausi - nati tali - miserabili nelle ore di Vigo (meritàti!); Catalogna ridonò totale idoneità - noi lì a esumare, a ridare onor -, tiro diede, riso; le giocate use – da ripide, rare, brevi, ritrose, rudi - son ora vorticose e rotte, e d'ira paion affogare (troppa?). Aìta, Paolo!: segna, timone mena, mira, rolla, accora, balòccati sereno, aìre - se Nice lì vacillò - modula e da' (cedono...): gara polita e benigna - e rada, di vergine residua... - gioca. Re s'è lì rivelato (Caracalla? Il romano Cesare!): anela, fa, regge loro, pavese reca...: ipotiposi amo. Tu va' in goal, ora! Sol, ivi, devi dirottare più foga: penetra a capo elato - tenebroso non è... -, ma da elevare, issar te, palla, fede, sera (vola, là) a vitale rete! Sarà caso... Ma Fortuna ti valga galattica targa, nuova malìa: mai Eris ne sia sorella! Or è deciso; colle prodezze, dure o rodate doti - lena, arte di Pelé, mira -, vivaci rese lì sé e noi: su fallo (caso a favore sul limite, opera dell'ometto nero) è solo, va filato, corre, tira, palla angolata cala... è rete!
Essi di sale, l'Iberia tutta a dir "Arriba!", rimaser. Pirata? Di fatto li domina... Loro lacerati tra patemi; Latini forti, braidi, fertili: bis e ter van, ìrono in rete... E terrò cari a vita: le reti; tutta l'anabasi latina; i Latini, a nave e treni, a ressa partiti (mìrali!); i toni vivi, derisivi, d'aedi alati; le tede cerate ("Mai sì fitte" ridevo: unico falò s'esalò, tizzi vari di là accesi); e i miracolati eroi, feroci...


Oramai la turba si rilassa: i coretti deliberò d'usare. Supercaos sul finir! Baciamano? No: balli sardi, etnei lassù (spalcate!); citaredi per tinnire, là, ed il "la" dare; il Bolero, clarini, fado, gavotta, razzi, torce (Nice n'è venerata) lì. Di bolge, resse, la melata famelica "feria" anodina è piena, e po' po' sorpassa l'etere la trafelata folla. Fecero giri d'onore: dogi o re, in Italia, mai si ritirarono sì coronati. Remore, Perù, aporetici timidi pareri... e sopore, catenacci reiterati, Cile, far ruzza: a ragione si risanerà lì ogni itala piaga; da grossa a ridotta, o remota, lì fu, seppure nota, obliata.


Mai amai la tivù: jet-set, idoli, satire...; ma nella partita - penata, rude e tutta bella: erro? - ci rapì: panico vago, lai di locco, mite ilarità di Pertini... tre pere a Madrid, rosea Italia!

14 commenti:

  1. SissignorTacchino. È mirabile. È talmente enorme da essere spaventoso. Immagino la famiglia di Varaldo che per settimane gli girava intorno, la moglie sempre più infuriata che gli lanciava ciabatte sulla nuca continuando a gridare "eddai! Almeno vienima cenare! Parla con noi! Togliti almeno quelle ragnatele dai capelli!
    E lui: 'spè 'spè, che sto a finì un palindromo.
    Ciò detto, e salva tutta l'ammirazione, concordo con quanti dicono che un palindromo, per essere godibile, deve essere sufficentemente breve da appparire palindromo, più o meno, anche a occhio.

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  2. Chiedo scusa, ma essendo un po' rosicone volevo segnalare, prima che se ne accorgesse il sig.Tacchino, che nel commento precedente ci sono almeno due errori di battitura.

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  3. Ma no, "viemina cenare" l'ho interpretato come efficace contrazione di "vienimi a cenare", a sua volta rafforzativo del concetto di cura che la moglie si prende del marito, tutto espresso da quel "mi", come se fosse una questione personale...

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  4. Ho scritto anche sufficientemente senza i.

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    1. A fronte degli ingiustificabili (e dilaganti, anzi dilagati) fà, stò, quì, pò, l'assenza della i (latina) nel vocabolo "sufficiente" e nei suoi derivati può essere considerata un legittimo invito alla riforma ortografica della lingua italiana. Condivido, inoltre, la sensazione di scarsa godibilità del palindromo.

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  5. ok, ok.
    ...a che pagina siete?...

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    1. Finito sabato 7 luglio. Mi sto disintossicando con "Il conte di Montecristo".

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    2. azz...
      io ho rallentato un po' causa poco tempo ma tengo duro.

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    3. Sei giustificato: io non devo sfidare gli importuni metropolitani.

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  6. 900 tonde tonde. Ma anch'iio ho rallentato di recente.

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  7. Già.
    Io sotto pag. 700.
    Sono l'ultimo del trio, spero almeno di essere avanti a e.

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  8. Sono basita, ammutolita, intimorita.

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    1. Per il palindromo o per la mia lentezza nell'affrontare l'Opera?

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    2. Non oserei mai sorprendermi delle lentezze altrui senza affrontare prima le mie. Quindi: per il palindromo!

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