![]() |
| Un giunto cardanico, per chi avesse dubbi |
L'appuntamento mattutino col meccanico diventa gioco forza periodico quando possiedi un auto di 13 anni e quasi altrettante decine di migliaia di km sui giunti cardanici; una volta tocca alla distribuzione, quella dopo al gruppo bobine, poi al filtro della benzina. Stamattina, di ritorno dall'officina, la deviazione dal solito percorso casa ufficio mi costringe a passare in zona scuola della settenne in un orario inconsueto, proprio mentre l'intera classe in ordinata fila per due transuma dall'edificio scolastico alla vicina palestra convenzionata per l'ora di ginnastica.
Affianco la colonna bimbesca alla guida del mio scooter e vengo subito riconosciuto da BS e da BM, prime della fila, che spesso stazionano a casa del tacchino indugiando in attività ludiche. "Guarda", dicono all'unisono, "è il papà di V", e accompagnano l'entusiasmo con un ampio saluto della mano. Io ricambio il saluto e cerco mia figlia con lo sguardo. V è tre file più indietro, forse distratta, forse nemmeno troppo, "Ehi V, c'è il tuo papà", fanno le compagne, e V allora, costretta all'attenzione, accenna un saluto incerto, con il gomito ben attaccato al fianco e chiudendo l'angolo dell'avambraccio in un ampiezza intorno ai 120°, insomma, poca roba, e qualche occhiata obliqua accompagnata da un non sorriso smozzicato.
L'insieme gestuale voleva chiaramente dire: "Ok, pa', ciao, ma ora vai al lavoro, ci vediamo stasera, questo e il mio mondo e non sono consentite invasioni".
L'insieme gestuale voleva chiaramente dire: "Ok, pa', ciao, ma ora vai al lavoro, ci vediamo stasera, questo e il mio mondo e non sono consentite invasioni".



